LESIONE DEL MENISCO: COME INTERVENIRE?

lesione del menisco

Qualche cosa non va nel mio ginocchio, ogni tanto mi cede, non lo sento più sicuro quando scendo le scale, quando cammino ho qualche fitta dolorosa e qualche volta si gonfia: questi i primi sintomi del menisco lesionato.

Con il tempo la lesione della delicata cartilagine meniscale si aggrava, il ginocchio si può inceppare. o bloccare penalizzando le più comuni attività lavorative, lo sport e perfino il passo. Meglio non rimandare visita medica e accertamenti.

Il blocco articolare è infatti espressione di una lesione molto grave del menisco che può richiedere la asportazione di una sua rilevante porzione. Una diagnosi precoce permette invece, di salvare questo fondamentale elemento anatomico che assicura stabilità al ginocchio e protezione per le sue delicate cartilagini.

A COSA SERVE IL MENISCO?

Il menisco, infatti, è un accoppiatore meccanico, una sorta di guarnizione che ottimizza la distribuzione di pesi e attriti tra tibia e femore. Per chiarire, serve richiamarci alla forma del femore e della tibia: convesso il primo e piano il secondo.
Senza menisco sarebbero come una mela su un tavolo: instabile e facile ad ammaccarsi per una piccola caduta. Il menisco è a forma di C ed a sezione triangolare e colma questa incongruenza di superficie rendendo il sistema stabile con una ottimale ripartizione dei carichi e funge anche da “ammortizzatore”.

Le lesioni interessano percentualmente molto di più il menisco interno che l’esterno, a causa della maggiore mobilità di quest’ultimo. A rompere il menisco a volte è un trauma, specie nei giovani, a volte le lesioni si sviluppano invece senza traumi ma piano piano con l’età e l’usura, si tratta in questo caso di lesioni degenerative. Meglio non aspettare se un dolore o un gonfiore possono far pensare ad una lesione meniscale: con il tempo questa diventa sempre più profonda e complessa e può danneggiare, grattandola, anche la cartilagine del femore o della tibia durante il movimento, danno irreparabile che spiana la strada all’artrosi.

QUANDO INTERVENIRE PER LA LESIONE DEL MENISCO?

Per un parere e un’indicazione all’intervento ben orientate, lo specialista di fiducia dal ginocchio esegue test manuali e consulta le immagini della RMN.
L’obiettivo dell’intervento è di asportare precocemente la lesione prima che si allarghi e procuri altri danni irreparabili, salvando il più possibile la restante porzione di menisco sano. Si tratta di meniscectomie selettive ed ultra selettive, rese possibili dall’impiego della chirurgia artroscopica. E’ una chirurgia “percutanea” che ricorre all’uso di telecamere e fibre ottiche per guardare e operare con estrema precisione nella cavità articolare. In alcuni casi, è possibile riparare la lesione suturandola, quando essa interessa la parte più periferica dello stesso cioè dove vi è un adeguato apporto di sangue ed è possibile la sua cicatrizzazione.

Nei due terzi più interni della fibrocartilagine meniscale, invece, non vi è insufficiente apporto ematico e quindi la riparazione non è possibile e si è costretti alla asportazione della parte lesionata. La tecnica artroscopica ha rivoluzionato la chirurgia dei menischi, della ricostruzione dei legamenti e della cartilagine oggi anche con l’impiego di cellule staminali soppiantando ormai interamente la chirurgia a cielo aperto.
Questa chirurgia video assistita consente, attraverso dei piccoli fori, di introdurre piccolissimi strumenti all’interno dell’articolazione e riparare le lesioni riscontrate. L’intervento dura pochi minuti ed è effettuato in anestesia locale praticata sui portali di accesso ed è completamente indolore. La dimissione paziente è, nel caso delle lesioni meniscali e del trattamento di alcune lesioni cartilaginee, immediata.

Il peso sull’arto operato viene concesso immediatamente, non appena svaniscono gli effetti dell’anestesia, o al più ritardato di qualche giorno nel caso di più delicati interventi su cartilagine e di sutura del menisco.
La fisiokinesiterapia inizia il giorno stesso dell’intervento ed il recupero completo avviene dopo poche settimane. Non è prevista la sutura dei fori ingresso. Il grande vantaggio consentito da questa tecnica, che poi avuto applicazione in tutte le altre articolazioni del corpo umano è la velocità della sua esecuzione, la scarsa traumaticità, la precisione dell’atto chirurgico a tutto vantaggio anche dell’aspetto psicologico e economico.
La sua pratica è estesa non solo agli sportivi ma, a tutti. Le complicanze sono molto rare ed in particolare le infezioni postoperatorie sono rarissime proprio per il benefico effetto del “lavaggio” che è effettuato per distendere l’articolazione. Per questo motivo è considerato un intervento “pulito” ed i più recenti protocolli non prevedono neppure la somministrazione di antibiotici nel post-operatorio.

A cura di: Prof. Davide Cauti

Coordinamento: Via Velletri 10 Roma

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