Mangiare sano allontana le malattie.
Lo dice la Scienza.

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Mangiare sano

A cura di: Dr.ssa CARLA FERRERI
Senior Researcher Consiglio Nazionale delle
Ricerche Research Area of Bologna

Carla Ferreri

La Scienza medica ha accertato che un grande effetto sulla salute – positivo o negativo – può essere ottenuto dal mangiare sano. Quando parliamo di alimentazione, includiamo tutti – ma  proprio tutti – i tipi diversi di cibi consumati, nonché le abitudini dietetiche senza confini  geografici, come accertato dallo studio apparso su Lancet nel 20196 ed eseguito dal gruppo di lavoro GBD (Global Burden of Disease).

Dal gruppo di scienziati del GBD sono stati esaminati ben 159 Paesi, a copertura di tutti i Continenti – da Est a Ovest, da Nord a Sud del Mondo – e per un lungo periodo, dal 1990 al 2017 (ben ventisette anni!), ed è stata dimostrata la correlazione tra mangiare sano o non sano ed  incremento delle malattie nelle popolazioni (ovvero le più importanti malattie, come tumori, obesità, malattie neuro- e cardio-vascolare, degenerazioni di vario tipo, ecc.).

15 abitudini non sane nel mangiare

Sono state individuate 15 abitudini “insane”, trasversalmente presenti nell’alimentazione mondiale, che danno risultati pericolosi; per queste 15 abitudini, per esempio, nel solo 2017 sono avvenute 11 milioni di morti e 255 milioni di casi di malattia! Incredibile, ed è tutto scientificamente provato!

Le 15 abitudini includono: – Scarsi consumi di frutta, verdura, legumi,
cereali integrali, latte, fibre, calcio, semi oleosi e frutta secca, pesce e fonti di grassi polinsaturi;
– Alti consumi di sodio, carne rossa, carne processata, bevande contenenti zucchero, alimenti contenenti grassi trans (con oli deodorizzati oppure parzialmente idrogenati).

I consumi medi da raggiungere

Il report indica anche quali debbano essere i consumi medi da raggiungere nel mangiare sano, IN TUTTI I PAESI, quindi a prescindere da dove viva l’individuo e dalla cucina locale, come ad esempio: 50-70 g/giorno di legumi, 200- 300 g/giorno di pesce, 100-150 g/giorno di cereali integrali, e così via.

Questo report, ma anche tante altre evidenze scientifiche oramai da lungo tempo ottenute,
pongono ai nutrizionisti e agli specialisti nei vari settori sanitari un serio obiettivo: varare un progetto efficace di miglioramento netto delle abitudini alimentari delle persone che arrivano negli ambulatori.

Per essere efficace, il progetto deve inserire moderni strumenti di diagnostica personalizzata, partendo dal monitoraggio del più frequente sbilanciamento causato dall’alimentazione: la presenza di un’infiammazione silente. 

Coordinamento: Via Velletri 10 Roma

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